Il congresso di Pistoia del 1870. Gli agricoltori Italiani si riuniscono per la prima volta

Nell’Italia finalmente nazione, i governi degli stati annessi al regno di Sardegna, ad eccezione forse della Toscana e del Veneto, avevano lasciato una situazione sociale disastrosa in eredità al neonato stato unitario.
Tra il 1861 e il 1865 in Italia 1 milione di persone viveva in modo dignitoso grazie a possedimenti o lavoro di tipo impiegatizio o professionale.
Circa 4 milioni avevano un livello di vita infimo, inedia e malattie in quella fascia sociale erano la regola.
8 milioni di persone lavoravano in agricoltura, spesso come braccianti , più raramente come mezzadri.
Il bracciante doveva combattere ogni giorno con la malnutrizione e le malattie.
La paga giornaliera era molto bassa in tutta Italia , difficilmente superava la Lira.
In Abruzzo addirittura la regola era di circa 50 centesimi il giorno per giornate di lavoro che duravano 12 ore.

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Verso la fine degli anni 60 dell’800 cominciò a farsi largo una coscienza pre-sindacale e allo stesso tempo la filosofia industriale arrivò anche a sfiorare l’Agricoltura.

La svolta avvenne durante il primo congresso degli agricoltori Italiani svoltosi a Pistoia nel 1870.

Il confronto tra le varie realtà regionali, la necessità di modernizzare il lavoro nei campi sebbene ancora in modo marginale , affrontando solo tematiche legate al rendimento di uomini e terre,  portò ad un livellamento verso l’ alto delle condizioni del bracciante nelle regioni italiane.
Si ratificò la necessità già avvertita all’ indomani dell’unità, di condividere le ultime novità tecniche e di formare una classe di agricoltori a capo delle tenute, più capace e competente…
Nacquero in quell’anno le prime scuole agricole che si trasformarono ben presto in scuole di tecnica agraria.

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Una vera e propria rivoluzione, che nei 50 anni successivi permise al paese di crescere economicamente aumentando la popolazione di quasi un terzo.
Nell’occasione il municipio di Pistoia fece preparare una medaglia commemorativa che venne distribuita ai partecipanti al congresso.

La medaglia è quella che vedete riprodotta in queste immagini.

Fabio Cappellini cappellini.fabio@gmail.com

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