Nell’angolo (Racconto)

Non ho più fiato, ma continuo a correre, non sento le gambe, non sento freddo, non sento nemmeno il rumore dei miei passi, sento solo questo brivido di terrore sulla schiena che mi spinge a correre sempre più veloce…

Sento le urla di quei due che mi inseguono, che mi chiamano, che mi urlano di fermarmi.
La loro voce che si avvicina, sento.
Entro correndo,in un edificio in costruzione, forse un ospedale o un centro commerciale, non lo so.
Una catasta di tavole,una serie di scatoloni vuoti e una grossa cassa piena di inerti.
Non ce la faccio più e mi nascondo lì dietro cercando di soffocare più che posso l’affanno e il ritmo del mio respiro.
Eccoli.
Sono entrati di corsa e adesso si sono fermati, immobili, per cercare di percepire una traccia sonora che mi possa tradire.
Mi sforzo e riesco a trattenere il fiato.
Uno di loro parla a voce alta:”Non vedi che è tutto inutile , brutta testa di cazzo? Non ti rendi conto che tanto ti becchiamo? Forse oggi ce la potrai fare, ma domani? Tu non hai più una vita, lo so come ti senti, braccato, annullato… vieni fuori e parliamo, ti giuro che parliamo soltanto, sappiamo dove trovarti ti ricordi? lo sappiamo bene”.
E’ Marco il bastardo, il fratello di Anna, quello che è uscito dal carcere il mese scorso.
Certo, ora vengo fuori, mi consegno, parliamo…. come no!
Man mano che sento i loro passi cerco di sincronizzare con quel rumore il mio respiro e rivedo come in un flash gli avvenimenti che mi hanno portato a questo punto, a questo destino.
La scrivania.
Il computer.
La faccia sorridente della signora, sento addirittura il rumore della penna che compila l’assegno…
Ma due mani forti che mi sollevano di peso dall’angolo in cui mi ero rifugiato, mi riportano alla realtà… e adesso sento i brividi che diventano parte di me, mentre due occhi scuri piantati sulla faccia affannata e soddisfatta del tipo che mi ha scoperto, mi osservano….. il gatto con il topo…
“Noi siamo buoni Luca, noi siamo pazienti, siamo due brave persone lo sai vero ?”
Cosa devo dirgli? ” So che mi stai facendo male alle braccia, lasciami, brava persona…”
Marco cambia espressione, adesso il sorriso soddisfatto è sparito, adesso c’e’ solo rabbia sul suo volto: “Ti piace prendere per il culo la gente vero ? Ci godi eh ? Beh ti capisco sai? anche a me piace , ma tu hai sbagliato, le persone da prendere in giro vanno scelte con cura e con noi hai proprio sbagliato….”
Mi lascia le braccia, potrei tentare di fuggire, ma sono troppo vicini e non ho spazi sicuri…
Marco mette la destra nella tasca del giubboto e non ride, non lascia passare un emozione, la sua faccia….
Tira fuori un foglio bianco, un foglio che conosco bene.
“Leggi cosa c’e’ scritto sulla quinta riga!”
Il tono è di quelli che non ammettono repliche, prendo il foglio in mano…
“Bianco Bianco…….500 euro”
“Vedo che sai leggere…”
“Ok cosa vuoi da me ?” trovo la forza di dirgli…
“Secondo te cosa voglio? Smettila di fare lo stronzo, secondo te cosa voglio eh???”
mi sventola il fogliaccio sul naso, sta perdendo le staffe, ora rischio davvero, devo calmarlo…
“Ascolta Marco, sai com’e’ il capo, io ho fatto solo quello che mi ha detto lui…”
“Non me ne frega un cazzo, Mia sorella ha prenotato una 500 Lounge con cerchi in lega color BIanco Bianco, Non me ne frega nulla del tuo capo, tu adesso mi fai preparare una 500 lounge cerchi in lega Bianco Bianco, e quella cazzo di 500 lounge cerchi in lega Blu temerario la dai a qualcun altro, va bene ?”
“Ok te lo prometto, parola, ne parlo col capo…”
Lui mi sorride “Ok mando mia sorella per il saldo appena e’ pronta ciao Luca”
“Ciao”
Aspetto che si allontanino e aggiungo un: “Salutami a sorata”.
“Che hai detto Luca?”
“Nulla, salutami tua sorella”.
Adesso chi lo spiega al capo che quella cacchio di 500 lounge cerchi in lega color blu temerario, resta un altro po’ in salone ?

Fabio Cappellini 2011

Nell'angolo: la 500 lounge blu temerario
Nell’angolo: la 500 lounge blu temerario

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